Berita Desa

18/11/2017 Critical Massi – Storia di Berita Caceres (ambientalista)

Facebook
Twitter
WhatsApp
Email



18/11/2017 Critical Massi – Storia di Berita Zuga Cacères

Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2016, un commando di almeno 8 persone, tra cui alcuni ex militari dell’esercito hondureño e personale della ditta incaricata nella costruzione di una centrale idroelettrica, osteggiata dal COPINH, forzava la porta di casa di Berta Cáceres, leader ambientalista indigena hondurena, assassinandola.
Berta da anni era impegnata nella difesa dei diritti degli indigeni lenca e delle loro terre contro lo sfruttamento minerario ed energetico delle grandi aziende e nel 2015, meno di dodici mesi prima di essere uccisa, Berta Cáceres aveva invece vinto il Goldman Prize per l’America Latina, il Nobel alternativo per l’ambiente. Con l’associazione che guidava, il Consiglio delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras (Copinh), si batteva per fermare la costruzione della diga di Agua Zarca, sul fiume Gualcarque, affidata all’impresa Desarrollos Energéticos (Desa). Proprio per questo, Cáceres aveva cominciato a ricevere minacce. Secondo lei arrivavano dalla Desa, dall’esercito e dalla polizia honduregna. Ma nonostante le sue denunce e la richiesta della Commissione interamericana per i diritti umani di adottare delle misure di sicurezza per proteggerla, è stata uccisa.
Ad oltre un anno di distanza le autorità honduregne tentano ancora di giustificare la loro incapacità di catturare i mandanti.

L’Honduras è il luogo più pericoloso al mondo per chi vuole difendere il Pianeta. Ben 123 sono gli attivisti per il diritto alla terra e l’ambiente assassinati dopo il colpo di Stato del 2009, secondo un report di Global Witness. A rischiare la vita è soprattutto chi si batte contro i nuovi accordi di libero scambio e le concessioni ai mega-progetti che garantiscono alle grandi multinazionali la possibilità di sfruttare risorse in territori indigeni e rurali, ma non solo.
Alcune riforme legislative nei Paesi dell’area hanno “legalizzato” l’espulsione delle popolazioni indigene dai loro territori ancestrali e criminalizzato la lotta per i diritti umani. La persecuzione nei confronti delle donne, che spesso guidano i processi di resistenza, è aumentata, e così il numero dei femminicidi, e a tutto questo si accompagna una forte ostilità nei confronti dei giornalisti e di tutti coloro che diffondono informazioni utilizzando media alternativi.

DICHIARAZIONE DI Bertita Zuniga Cacères (figlia di Berta Cacères) – a pochi mesi dall’uccisione della madre

“Ci ha trasmesso la forza di andare avanti, per operare trasformazioni radicali contro l’egemonia imperialista, il patriarcato, il razzismo e il modello energetico estrattivista.
Lei aveva l’innata capacità di trovare reti nelle singole lotte e d’inserirle in un contesto globale, unendo le rivendicazioni di tanti popoli oppressi.
Questa prospettiva internazionalista ha rappresentato una chiara minaccia al paradigma di sviluppo basato sull’arricchimento delle élite globali.
La sua morte, però, non sarà vana. Continuerà a vivere nelle battaglie degli honduregni, che in suo nome si stanno moltiplicando.
Nonostante le differenze, le organizzazioni sociali e popolari si sono unite. E al grido di “Berta è tornata e sarà milioni!” stanno gettando le basi per formulare un’agenda unitaria che garantisca la mobilitazione permanente”.

source

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *